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Romanzi storici, cinque titoli di libri da non perdere

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La bellezza dei romanzi storici è quella di riuscire a trasportare il lettore in altre epoche e scenari. Un buon romanzo è in grado di far viaggiare al di fuori della propria realtà, conoscere culture lontane e personaggi memorabili, visitare paesaggi suggestivi e assaggiare cibi esotici. Si tratta di un genere letterario che non passa mai di moda: scopriamo insieme i titoli del momento.

Romanzi storici: La regina ribelle. Il romanzo di Eleonora d’Aquitania

PRO

  • Romanzo storico fedele: si tratta di un romanzo storico che ripercorre in maniera fedele il cammino di una sovrana europea.
  • Scritto in maniera chiara e scorrevole: spesso i romanzi storici sono difficili da comprendere e non hanno una scrittura scorrevole, questo invece è scritto in maniera chiara.

CONTRO

  • La traduzione in italiano come capita spesso non è delle migliori. Per questo consiglio di leggere la versione originale se è possibile.
  • Non piacevole come gli altri: bello il libro, ma sicuramente non lascia la voglia di voler proseguire con la lettura come mi era successo con altri libri.

La regina ribelle è un romanzo storico che racconta la vita di una delle donne più ribelli e spregiudicate dell’epoca medievale. Stiamo parlando di Eleonora d’Aquitania, meglio conosciuta come Alienor. Fin da bambina si dimostra molto perspicace ed intelligente: vuole primeggiare ed eccellere in tutto. In età adolescenziale viene data in sposa al giovane re di Francia Luigi VII. Proprio durante la vita in Francia viene fuori il suo lato ribelle, libertino e vivace che viene molto criticato a corte. A causa della loro giovane età commettono diversi errori e fanno scelte avventate come quello di partecipare alla seconda Crociata. Il loro matrimonio non è destinato a durare nel tempo, per questo Alienor chiede l’annullamento per consanguineità. Non molto tempo dopo sposa Enrico II e diventa così regina d’Inghilterra.
Lo stile dell’opera è elegante e la scrittura semplice e facilmente comprensibile.

Romanzi storici: Il mercante d’arte di Hitler. La storia vera e sconvolgente del collezionista che trafugò innumerevoli capolavori per conto del Führer

PRO

  • Da apprezzare il lavoro degli autori: è sicuramente da apprezzare il lavorone fatto dai due autori che sono riusciti, facendo ricerche su ricerche, a ricostruire la vita di quest’uomo e a farla combaciare con tutti gli eventi storici.
  • Libro molto interessante e adatto a chi ama questo genere letterario.

CONTRO

  • Pur trattandosi di un romanzo, di romanzato c’è ben poco. Il libro è strutturato come se fosse un elenco di avvenimenti in ordine cronologico su quello che è successo alla famiglia in questione e su che fine hanno fatto le opere d’arte citate.
  • La traduzione lascia molto a desiderare e rende la lettura poco scorrevole.

Il romanzo parla dell’incredibile storia di un uomo che per anni si è occupato, per conto di Adolf Hitler, di sequestrare e requisire con forza le opere d’arte degli artisti ebrei e tutto ciò che il regime nazista reputava arte degenerata. Dopo anni di ricerche negli archivi del Terzo Reich, Meike Hoffmann e Nicola Kuhn, sono riusciti a ricostruire la vita di quello che era un semplice curatore di mostre che, nell’epoca nazista, diventò uno dei collaboratori più stretti del Führer. Si tratta di una biografia molto dettagliata e soprattutto molto descrittiva. Il romanzo è ricco di nozioni storiche, date e nomi di personaggi legati alla Germania Nazista. Il protagonista di questa storia è Hildebran Gurlitt, un personaggio davvero esistito così come gli eventi e gli altri personaggi. Si tratta di un romanzo complesso ed impegnativo e sicuramente adatto a chi ama il genere storico/biografico.

Romanzi storici: Un luogo chiamato libertà

PRO

  • Bella trama: come sempre Ken Follet non delude, la trama è ben fatta. Nulla è lasciato a caso, dall’ambientazione ai personaggi.
  • Lettura scorrevole: si tratta di una lettura non molto impegnativa, pur trattandosi di un romanzo storico, è molto scorrevole e appassionante.

CONTRO

  • Scontato: bella trama indubbiamente, ma Un luogo chiamato libertà risulta piuttosto scontato. Si tratta di un libro da leggere senza avere troppo pretese, in quanto risulta essere manieristico, banale e forzato nei personaggi chiave.
  • Follet ha un suo cliché narrativo e spesso tende ad essere ripetitivo.

Il romanzo è ambientato nell’Inghilterra del XVIII secolo, un’epoca di grandi cambiamenti, con la rivoluzione industriale alle porte e le colonie americane in procinto di proclamare l’indipendenza. La fonte di energia dell’epoca era il carbone, per questo le fortune erano legata ad esso. Una potente famiglia di proprietari terrieri, i Jamisson, volevano entrare in possesso di nuovi giacimenti e mettono a punto un pianto geniale per aiutarli nel loro intento. I Jamisson, però, non avevano fatto i conti con McAsh, un minatore deciso a spezzare le catene della schiavitù e con Lizzie, una piccola aristocratica che ha come ideali la libertà. L’autore Ken Follett analizza in maniera molto precisa quello che accade nell’Inghilterra del ‘700 e soprattutto l’enorme disparità sociale tra il popolo. Si tratta di un tema che l’autore conosce molto bene in quanto lo riprende anche in altri romanzi. La lettura scorre veloce ed appassiona molto.

Romanzi storici: Il pittore di anime

PRO

  • Romanzo adatto anche a chi non ama questo genere letterario.
  • L’autore è in grado di coinvolgere il lettore, per questo la lettura risulta molto scorrevole e poco impegnativa.
  • Riesce a far comprendere cosa è accaduto all’epoca, ovvero le origini di molte tensioni ancora oggi esistenti in Catalogna.

CONTRO

  • Spesso ripetitivo: molto spesso l’autore si ripete ed è piuttosto noioso. Il libro si dilunga troppo, ci sono sicuramente dei passaggi che potevano essere evitati.
  • A tratti ricorda Ken Follet: gli amanti dei libri di Ken Follet hanno sicuramente notato la netta somiglianza di stile.

Il pittore di anime è un romanzo ambientato nella Barcellona del 1901 che racconta la storia di Dalmau Sala, il figlio di un anarchico condannato dalla autorità, esiliato e poi deceduto a causa delle torture subite. Il ragazzo lavora per mastro Don Manuel, proprietario della Manuel Bello Garcia, una fabbrica di medie dimensioni specializzata nella realizzazione di lavori di serie e nella creazione di progetti disegnati o immaginati dagli architetti. Il lavoro del protagonista, dunque, è proprio quello di disegnare e creare progetti originali. Egli vive insieme a sua madre, sua sorella e suo fratello più grande che segue le stesse scie anarchiche del padre. La vita dei protagonisti è caratterizzata da diverse tensioni sociali: la miseria dei ceti sociali più deboli, la rivoluzione industriale e le continue evoluzioni e il sopraggiungere di una nuova e rivoluzionaria stagione artistica, il Modernismo. La trama è molto ricca e piena di approfondimenti storici che sono in grado di suscitare nel lettore molteplici riflessioni. Il pittore di anime è un libro di sostanza e spessore.

Romanzi storici: Tre sorelle, tre regine

PRO

  • Un altro volto di Cristina d’Aragona: in questo romanzo ho apprezzato molto che venisse mostrato un altro volto di Cristina d’Aragona, che avevo già conosciuto con Caterina la prima moglie.
  • Lettura adatta agli appassionati di romanzi storici, ma anche a tutti coloro che hanno voglia di leggere una lettura coinvolgente.

CONTRO

  • Titolo fruviante: dal titolo del libro sembra quasi che si parli delle tre sorelle, invece, è incentrato solo sulla vita di Marghetita Tudor regina di Scozia.
  • Trama noiosa e ripetitiva: la trama mi ha pittuosto delusa, non si impara nulla di nuovo sul periodo Tudor, solo tante ripetizioni.

Caterina D’Aragona, infanta Spagnola, giunge alla corte inglese dei Tudor per sposare l’erede al trono Arturo. Da subito il suo arrivo scatena nella protagonista, Margherita Tudor, acerrima rivalità e gelosia. Altra opinione invece avrà la minore delle principesse Tudor, Maria, il cui affetto verso la cognata è invece palpabile da un primo momento. La morte prematura di Arturo dopo poco tempo dal matrimonio, ricondurrà però Caterina a corte, dove sarà promessa all’altro fratello e nuovo erede, Enrico. In attesa del suo destino ella vivrà rassegnata in miseria. Intanto la giovane Caterina promessa al re Giacomo di Scozia, abbandona la propria terra per salire al trono designatole. Le due donne divengono regine, rispettivamente di Scozia e di Inghilterra, destino a cui sarà chiamata anche la piccola Maria in Francia. Per quanto le loro vite sembrano essersi separate definitivamente a causa delle lontananze territoriali, un filo invisibile le terrà unite, non solo si troveranno a fronteggiarsi nelle vicende di Stato, ma si troveranno accomunate di volta in volta in faccende di vita privata, in un continuo e altaleneggiante status di rivalità e sorellanza, nell’alternanza di eventi favorevoli e non….

CONCLUSIONI

Sono una vera e propria appassionata di romanzi storici e credo che tra questi il più bello sia La regina ribelle di Elizabeth Chaswick che mi ha conquistato per la trama piacevole, la lettura scorrevole e mai ripetitiva.